GLI ORATORI DI CORVINO

 

Nelle varie frazioni che costituiscono il territorio della parrocchia di Corvino San Quirico si trovano diversi oratori che formano il cuore di questi piccoli centri abitati.

Abituati a passarvi davanti frettolosamente, forse non consideriamo abbastanza la storia racchiusa in queste piccolissime chiese e l’importanza spirituale che hanno avuto nel tempo e che ancora possono avere.

Procedendo dal monte al piano, incontriamo subito l’oratorio della Novellina costruito agli inizi del ’700 come cappella privata della famiglia Mezzabarba, gli antichi feudatari di Corvino, che qui avevano la propria residenza di campagna. All’interno del complesso sopravvivono strutture quattrocentesche della sede di una Commenda dei Cavalieri di Malta sotto il titolo di San Francesco che sostituiva, molto probabilmente, una più antica casa forte dei Templari.

 

Essendosi estinta la famiglia Mezzabarba nel 1798, gli eredi vendevano all’abate Don Luigi Poggi il palazzo con la cappella. Questi lasciava i suoi beni al nipote ingegnere Corsaro di Voghera. Morendo, la nipote Teresa Cornaro in Ricotti, nel 1922, la proprietà passava alla famiglia Ricotti, attuali proprietari.

 

Dalle visite pastorali emerge che nel 1820 era dedicato a Maria Santissima, mentre nel 1878, dopo radicali lavori di restauro, era dedicato a Sant’Antonio. In tempi più recenti viene citato sotto il titolo di San Cristoforo.

 

Procedendo a ovest, troviamo l’oratorio della Madonna della Neve, di proprietà della parrocchia, costruito nel 1838 in luogo di un’antica edicola raffigurante la croce con un angelo che reggeva un calice. Essendo diroccata al principio dell ’800, nel 1831 il parroco Don Giovanni Montemartini desiderava ricostruirla adatta anche alla celebrazione della Messa per la comodità delle frazioni circostanti, e desiderava dedicarla alla Madonna della Neve perché la popolazione venerava la Vergine sotto questo titolo per un voto fatto quarant’anni prima.

 

I lavori di costruzione furono interrotti dall’epidemia di colera che colpì l’Oltrepò nel 1835 e la popolazione di Corvino si affidò nuovamente alla Madonna per impetrare la cessazione del morbo. Questo spiega la particolare devozione che gli abitanti di Corvino nutrono tuttora verso quest’oratorio.

 

Deviando verso il Mazzolino troviamo l’oratorio di proprietà della famiglia Braggiotti, già citato nel 1700 sotto il titolo di San Matteo. Ricostruito nel 1897 dal marchese Gaspare Corti veniva dedicato all’Immacolata Concezione, e fino a pochi anni fa, era aperto ai fedeli per la messa festiva.

 

Ritornando al centro di Corvino, troviamo l’oratorio di San Rocco nella cosiddetta “Piasa dal bütir”, cuore del paese antico dove si affacciavano botteghe e osterie e si tenevano i consigli prima della costruzione del palazzo municipale.

 

Fu costruito nel 1856 dalla popolazione per un voto fatto durante un’epidemia, forse il colera del 1855 che a Corvino fece solo due vittime. Se ne impossessò il segno Celestino Santini che impegnava però se stesso e gli eredi a provvedere alle spese della festa di San Rocco e a tenere aperto l’oratorio tutte le volte che il parroco lo desiderava. Questa costruzione ottocentesca si inserisce in più antiche strutture difensive del castello, sul lato nord dell’edificio in corrispondenza di un arco murato era visibile, fino a qualche anno fa, una garitta delle guardie. L’oratorio è attualmente di proprietà della famiglia Cerutti.

 

Scendendo a valle, troviamo a Casa Castellini, l’oratorio di San Luigi delle Figlie della Divina Provvidenza. Venne ricavato, negli anni ’40 del secolo scorso, dalla trasformazione della casa di famiglia del canonico Perduca in asilo infantile.

 

Si hanno notizie di un più antico oratorio dedicato a Sant’Andrea, demolito nel 1500. Per questo le frazione di Casa Castellini conservò il nome di Cascina Sant’Andrea fino alla metà del 1700.

 

Scendendo a Fumo, un ultimo accenno all’oratorio della Cascina Bussolate, attuale proprietà Scanarotti, situato nel territorio della parrocchia di Casteggio però strettamente legato alla nostra storia parrocchiale.

 

Fino al 1939 alla costruzione del Santuario della Beata Vergine di Caravaggio, il curato, da Corvino scendeva ogni domenica al nostro oratorio per celebrarvi la Santa Messa.

 

Dopo questa ideale passeggiata forse guarderemo con occhi diversi questi umili edifici.

Alcuni sono tuttora aperti alle preghiere dei fedeli, custoditi con estrema cura, fungono ancora da punto di ritrovo per i non più numerosi abitanti delle nostre frazioni. Altri, dopo aver assolto egregiamente alle loro funzioni per tanti anni, ora sono avvolti in un silenzio che sa più di desolazione e di abbandono.

Da questa nostra piccola ricerca rimane esclusa qualche frazione. Non si hanno notizie di oratori alla Rivetta, Cascina, Valle Straggini, però in futuro chissà… non mettiamo limiti alla Divina Provvidenza!