SAN QUIRICO

Durante la persecuzione di Diocleziano in Antiochia una nobildonna di nome Giulitta col proprio figlioletto Quirico di appena tre anni fuggi’ a Tarso dove venne catturata e portata in tribunale alla presenza del governatore Alessandro.

Questi teneva in braccio il bimbo mentre la madre veniva interrogata e torturata. Quando fra i tormenti la madre gridò “ sono cristiana”, anche il bimbo fece la propria professione di fede gridando “sono cristiano anch’io” cercando di liberarsi con calci e morsi dalle braccia del governatore.

Questi infuriato lo gettò dalle scale uccidendolo. Infine pure la madre fu decapitata.

Ed è questa la scena che noi conosciamo dalle raffigurazioni pittoriche.

È singolare il fatto che due parrocchie vicine S.Quirico e S. Giuletta siano intitolate ai nostri due martiri. Alcuni suppongono che derivino dallo smembramento di una precedente parrocchia di S. Quirico e S. Giuletta. È dato storico che le reliquie dei nostri martiri vennero portate in Francia nel IV° secolo dal vescovo di Auxerre S. Amatore, passando dalla nostra attuale via Emilia e le cronache narrano dei numerosi prodigi accaduti al loro transito.

Inoltre il fatto che i nostri antichi feudatari, i Mezzabarba, abbiano dedicato a S. Quirico e S. Giulitta la cappella del loro palazzo di Pavia, prova che, a prescindere da leggende e supposizioni, la nostra storia parrocchiale è legata da tempo immemore al nostro piccolo martire.